Il parere dell'esperto: Martina D'Amelio

Il mondo della moda sta cambiando. Vogliamo capire come, e parliamo con alcune persone che, in un modo o nell'altro, lo vivono. Oggi è il turno di Martina D'Amelio, Fashion Editor di Rivista Luuk.

Ciao Martina, ti dispiace dirci qualcosa di te?

Mi chiamo Martina D'Amelio, ho 27 anni, sono laureata in Filologia Moderna e ho una grande passione per la scrittura e il mondo della moda. Dal 2011 faccio parte della redazione di Luuk Magazine, una rivista online che si occupa di lusso e lifestyle. In passato ho collaborato anche con Fashion Magazine e Qvc Italia, e recentemente ho lavorato nella redazione della casa di produzione Magnolia TV.

Quando e perché ha iniziato a scrivere fuori moda?

Ho sempre amato questa materia. Avendo poca inclinazione per il disegno e un talento per la scrittura, ho deciso di frequentare la facoltà di Editoria dell'Università Cattolica di Milano. L'obiettivo era fin dall'inizio quello di unire i miei interessi, nel giornalismo e nella moda, tanto che mi sono laureata in Filologia Moderna con un progetto intitolato Gianna Manzini, scrittrice di moda per Il Giornale d'ItaliaSe non fosse stato per l'espressione del mio austero professore alla mia proposta di tesi! All'università ho iniziato a mandare mail alle riviste che leggevo ogni giorno online, cercando una collaborazione. Luuk Magazine era tra queste: è bastato un semplice messaggio al direttore Luca Micheletto e un articolo di prova per iniziare a far parte del team. Cercavano qualcuno che scrivesse di moda per bambini, e io ho accettato. Mi sono trovato a occuparmi di childrenswear prima e di womenswear poi, fino a diventare, oggi, Head of Service. Luuk Magazine è cresciuto con me, è una sorta di "figlio" e tutto il team, guidato da Emanuela Beretta e Luca Micheletto, è ormai per me come una famiglia.

Cosa è cambiato in questo settore del giornalismo, nel frattempo?

Il campo giornalistico negli ultimi anni è cambiato davvero molto. Parlerò solo di quello che mi riguarda, cioè il giornalismo di moda. Negli ultimi anni abbiamo assistito al boom dei fashion blogging e dei social network a scapito dell'informazione tradizionale. Sempre meno persone sono interessate a comprare riviste di moda in edicola e a leggere giornali online; d'altra parte, su Instagram, stanno crescendo i cosiddetti fashion influencer e gli investimenti aziendali in questa direzione. Ammiro la rivista per cui lavoro perché hanno fatto una scelta controcorrente: era un blog ed è diventata una news organization, optando per una scelta di qualità. Amo i social network, intendiamoci, ma scrivere un articolo sulle tendenze, monitorare i cambiamenti interni al fashion system, cercare di essere sempre aggiornati non è semplice come fare una foto con l'hashtag giusto.

Cosa dovrebbe offrire oggi una rivista di moda online ai suoi lettori?

Questa è una domanda davvero difficile. Ci sono così tanti concorrenti che distinguersi è difficile. Tuttavia, dalla mia esperienza personale e forse a differenza di quello che può sembrare superficialmente, ho sempre pensato che la moda e la cultura vanno di pari passo. Quello che una rivista online dovrebbe cercare è il delicato equilibrio tra una buona scrittura e l'essere al passo con i tempi. Presentare articoli interessanti senza essere pesanti ed essere sociali senza diventare banali: ecco quale dovrebbe essere lo scopo della rivista di moda online oggi. Inoltre, credo sia un vero e proprio dovere morale far conoscere ai lettori le eccellenze del Made in Italy: ci sono tante piccole realtà interessanti per gli appassionati di moda tanto quanto i nomi dei grandi player del lusso. Quando scrivo un articolo, la mia più grande preoccupazione è quella di dare al lettore un quadro completo della situazione che sto descrivendo, in modo che tutto quello che si deve sapere sull'argomento sia contenuto nelle mie parole e nelle mie immagini. In un mondo che si muove sempre più velocemente, penso che un lettore si aspetti questo anche dall'informazione online. Lasciamo la parzialità ai blogger!

Da cosa crede di poter riconoscere una tendenza nascente?

Non si può riconoscere una tendenza senza possedere un tratto particolare: la curiosità. Controllare sempre intorno a sé, non solo durante la settimana della moda, aiuta in primo luogo ad aprire la mente, e in secondo luogo è una valida tecnica giornalistica per individuare le tendenze. Da bambina, mia madre mi sgridava quando camminavo con la testa lungo la strada, invitandomi sempre a scrutare con occhi attenti ciò che mi circondava: ogni tanto, è diventato una sorta di leitmotiv. Spesso mi fermo di proposito mentre guido la mia fedele Vespa per fotografare colori, fiori, murales, così come i vestiti. La tendenza esiste di per sé, non nasce. Sta a noi portarla al momento giusto all'attenzione di tutti.

Cos'è la moda per te?

La moda per me è un modo di essere, un atteggiamento: ha molto a che fare con la personalità. Per anni ho sostenuto, contrariamente alla credenza popolare, che tu sei ciò che indossi. La moda, insomma, è per me il modo migliore per esprimere la propria personalità senza parole.

 

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